Misurare il nostro impatto è uno degli impegni che assumiamo con i consumatori che scelgono per la propria tavola un prodotto a marchio Fairtrade.

Cerchiamo ogni giorno di raccontare che un gesto quotidiano, semplice ma pieno di significato (come quello di nutrire se stessi e i propri cari), può avere un profondo significato e una ricaduta positiva anche su chi vive a migliaia di chilometri di distanza e quel cibo ha coltivato e raccolto per noi. Ogni anno con questa pubblicazione mettiamo nero su bianco quello che siamo qui in Italia, gli obiettivi raggiunti, la crescita che anche nel 2016 i consumatori hanno garantito al marchio Fairtrade, i risultati che la piccola ma agguerrita compagine di collaboratori di Fairtrade Italia, insieme ai soci del nostro Consorzio cooperativo, hanno raggiunto.

E ogni anno l’organizzazione internazionale di Fairtrade pubblica anche un altro corposo rapporto, che misura proprio “scope and benefits”, il raggiungimento dei nostri obiettivi globali, l’impatto che siamo in grado di determinare su quel milione e seicentomila piccoli agricoltori e lavoratori coinvolti dal sistema in Asia, Africa e America Latina.

“Monitoring the scope and benefits of Fairtrade” rende conto, con numeri e tabelle, alla luce del sole, in modo misurabile e confrontabile, il cambiamento di lungo periodo che siamo stati in grado di generare nella vita dei produttori (monitoringreport2016.fairtrade.net).

Ma c’è qualcosa che va oltre i numeri, che viene prima e dopo i nostri scopi più direttamente misurabili: è il nostro impegno a garantire i diritti delle persone che riusciamo a coinvolgere. Diritto a un lavoro dignitoso, perché senza reddito non c’è dignità, diritto a una vita sana, e quindi tutela del proprio ambiente, diritto ad essere trattati con equità nella propria comunità, senza discriminazione per sesso o per fede religiosa, diritto a essere bambini, prima ancora che lavoratori, diritto infine a un futuro nella propria terra, diritto a non migrare forzatamente.

Non vogliamo condividere con un gruppo di romantici sognatori una magari eccentrica modalità alternativa di fare commercio. Vogliamo invece dimostrare, nella pratica quotidiana, che si può (e si deve) fare commercio in un altro modo, rispettando il nostro pianeta e le persone, garantendo diritti ai lavoratori, tutelando i soggetti più deboli nella “catena di fornitura”.

Vogliamo dimostrare che giustizia e diritti possono essere coltivati insieme a sostenibilità e giusto profitto.

Perché questo non è solo più giusto, ma è anche più utile, se vogliamo garantirci a lungo termine sviluppo e pace.

 

Giuseppe Di Francesco
Presidente

 

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